
| Il neonato ha capacità sociali? |
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Una volta, nella sala d’attesa del poliambulatorio in cui lavoro, mi è
capitato di ascoltare la conversazione tra due madri di neonati prima della
visita dal pediatra. Una si lamentava del fatto che il piccolo, come ogni
neonato
, non fosse un essere particolarmente sociale: non parlava, non sorrideva di frequente e non faceva il “carino”. L’altra era dubbiosa circa questa affermazione perentoria e sosteneva che suo figlio fosse un ottimo comunicatore, solamente usava delle modalità comunicative che non sono esattamente quelli degli adulti. Quali delle due madri ha ragione? Certamente è vero che il neonato non ha le abilità sociali di un bambino più grande o di un adulto, ma fin dai primi giorni di vita possiede capacità di contatto sociale. Sappiamo infatti dagli studi e dalle ricerche in psicologia dello sviluppo che nasciamo predisposti alle relazioni con gli altri, ossia ad un legame di attaccamento con i nostri simili. Ogni neonato dispone di specifici comportamenti che mette in atto per determinare un contatto sociale con gli altri. Innanzitutto c’è il pianto che è il mezzo che possiede per segnalare un bisogno o un disagio di qualsiasi tipo. In questo modo fa accorrere a sé i genitori o gli altri adulti che si occupano di lui. Se la richiesta viene interpretata e esaudita correttamente, allora risponde calmandosi, il che fa tranquillizzare coloro che si prendono cura di lui. Altrimenti continua a piangere e i suoi caregiver continueranno a darsi da fare per cercare una soluzione al problema. Fame? Mal di pancia? Fatica a lasciarsi andare al sonno nonostante la stanchezza? Bisogno di coccole? Quando viene preso in braccio, il neonato sa poi adattare il suo corpo a quello dell’adulto e questa è un’altra capacità in suo possesso per instaurare un contatto sociale. Dopo le prime settimane, ogni bambino piccolo diventa assai abile nell’incontrare gli sguardi degli altri e, sempre in questo periodo, comincia a sorridere di quando in quando e a un mese e mezzo sorride regolarmente, soprattutto ai volti di persona. Con lo sviluppo motorio, si manifesta anche l’abilità di toccare gli altri con le proprie manine. Tutte queste attività sono finalizzate ad attirare le persone e a tenerle vicine a sé. Un’altra azione che il neonato sa compiere fin dal primo giorno di vita e che è particolarmente importante ai fini dell’interazione sociale è agire a turno. E’ una capacità di base dell’essere umano che permette a bambini e adulti una vasta gamma di situazioni sociali, dal contatto con lo sguardo alla conversazione, fino al ballo. I primi segni di tale capacità sociale si possono scorgere nel modo in cui i neonati succhiano dal seno o dal biberon. Essi lo fanno secondo uno schema scarica-pausa: succhiano per un momento, poi si arrestano e poi riprendono. Frequentemente anche la madre si inserisce in questo ciclo, cullando il figlio e dando vita, così, ad un vero e proprio “dialogo” con lui o con lei. Oltre che con il contatto fisico, la comunicazione è data dal ritmo: suzione, pausa, dondolio, pausa, suzione, pausa, dondolio, ecc. ecc. Il ritmo dell’interazione è veramente simile ad una conversazione! |
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