
| La psicologia nell'età evolutiva |
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La psicologia dell’età evolutiva studia lo sviluppo della personalità e del
comportamento umano del bambino e dell’adolescente. Rientra nell’ambito della
psicologia dello sviluppo che invece si riferisce a tutto l’arco della vita,
dalla nascita alla morte.
Si può dire che un bambino nasca, ancora prima di prender vita, nella mente dei genitori nel momento in cui questi desiderano avere un figlio e iniziano a fare progetti in tal senso. La gravidanza è un periodo in cui il bambino, che inizia a far notare la sua presenza, viene immaginato sempre più nella mente della madre e del padre che progressivamente entrano nel ruolo di genitori. Con la nascita, l’immagine del bambino “ideale” (il prodotto della mente dei genitori) si trova a fare i conti con il bambino reale. A volte già alla nascita il figlio non è come lo si vorrebbe. In altri casi, questa discrepanza tra “ideale” e “reale” emerge più avanti nel tempo. Solo se i genitori saranno in grado di elaborare l’immagine del figlio ideale per accettare quello reale sarà possibile un buon equilibrio nelle relazioni familiari. Fin dalla nascita i bambini piccoli differiscono tra di loro per vari aspetti, tra cui il livello di vivacità, l’irrequietezza e l’affettuosità. Queste diversità di temperamento sembrano persistere durante l’infanzia e influenzano le risposte degli adulti nei confronti dei bambini. Ciascun bambino è un essere competente fin dall’inizio, non una tabula rasa come si credeva un tempo. Certo apprenderà dai suoi genitori e dalle altre figure significative, ma è ricco di potenzialità e risorse che l’ambiente esterno può far emergere ed incentivare. A tale proposito, i primi due-tre anni di vita sono incredibilmente ricchi di conquiste del bambino. In primo luogo, in questo lungo periodo nasce e si consolida l’attaccamento emotivo ad una e più persone (madre, padre, nonni e altre figure significative). La forma e le caratteristiche di questi attaccamenti sono fondamentali per vari aspetti dello sviluppo successivo. Il controllo motorio, debole alla nascita, lentamente va incontro a numerosi progressi che culminano nella deambulazione. L’acquisizione del linguaggio permette il passaggio dai gesti alla comunicazione verbale. Anche dal punto di vista psicologico, si passa dalla dipendenza dalle figure di attaccamento ad una progressiva autonomia e affermazione di sé. Nei prossimi articoli avremo modo di focalizzarci, di volta in volta, su uno di questi aspetti, su eventuali problematiche e disagi e su cosa è possibile fare per prevenirli e arginarli. Non mi resta che augurarvi buona lettura. |
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